S t u d i o  L e g a l e  B r u n o

Avv. Emanuele Bruno



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Diritto Condominiale: Amministrazione Condominiale, Amministrazione immobili indivisi, Revisione dei conti condominiali, Assistenza e consulenza stragiudiziale e giudiziale.
Diritto di famiglia: Amministrazioni di sostegno, Tutela dei minori, Adozioni, Separazioni, Divorzi, Modifica delle condizioni.

 

Separazione e divorzio. Il termine di prescrizione dell’assegno è di cinque anni e decorre dalla maturazione della singola rata (Cass. 7981/2014).

 

La prescrizione del diritto alla corresponsione dell'assegno di mantenimento non decorre dalla data della sentenza di separazione o di divorzio, bensì dalle singole scadenze di pagamento.

Il superamento dell'indirizzo tradizionale secondo cui la separazione personale, creando soltanto un'attenuazione del vincolo, non osta alla sospensione della prescrizione.

Si rilevava, ancora, che i rapporti patrimoniali fra coniugi separati non si atteggiano in maniera diversa rispetto ai coniugi già divorziati, per i quali la prescrizione non viene sospesa: conseguentemente anche nel primo caso deve ritenersi inoperante la disposizione contenuta nell'art. 2941 c.c., n. 1.

Viene, pertanto, dichiarata la prescrizione quinquennale, ai sensi dell'art. 2948 c.c., n. 4.




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IL CONDOMINO HA L’OBBLIGO DI SORVEGLIARE, CUSTODIRE E MANUTENERE L’IMMOBILE DI SUA PROPRIETA’

La responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia, prevista dall'art. 2051 c.c., ha carattere oggettivo, essendo sufficiente, per la sua configurazione, la dimostrazione da parte dell'attore del verificarsi dell'evento dannoso e del suo rapporto di causalità con il bene in custodia: una volta provate queste circostanze, il custode, per escludere la sua responsabilità, ha l'onere di provare il caso fortuito, ossia l'esistenza di un fattore estraneo che, per il suo carattere di imprevedibilità e di eccezionalità, sia idoneo ad interrompere il nesso causale che, nel caso in esame quell'onere non è stato assolto. Come ha avuto modo di chiarire il Tribunale: "(....) appare ascrivibile all'originario convenuto ex art. 2051 c.c., il non avere attuato nel corso degli anni nemmeno la manutenzione ordinaria del proprio appartamento (.....) e lasciandolo privo di infissi di talchè l'acqua piovana attingeva direttamente il pavimento interno evidentemente non predisposto a svolgere funzione di impermeabilizzazione (....)".


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LOCAZIONE SPETTA AL CONDUTTORE PREDISPORRE LE AUTORIZZAZIONI AMMINISTRATIVE - Cass. Civ. Sez. III   n. 1735 - 25 gennaio 2011 - Non spetta al locatore ottenere le autorizzazioni amministrative necessarie per l'uso del bene locato, a meno che non intercorra tra le parti patto contrario.

 

LA DELIBERA ASSEMBLEARE CHE APPROVA IL RENDICONTO PUO’ ESSERE IMPUGNATA (ANNULLABILE) PER QUESTIONI DI LEGITTIMITA’ E NON DI MERITO - Cassazione civile  sez. II   04 marzo 2011   n. 5254.

Per il disposto degli artt. 1135 e 1137 c.c., la deliberazione dell'assemblea condominiale che approva il rendiconto annuale dell'amministratore può essere impugnata dai condomini assenti e dissenzienti nel termine stabilito dall'art. 1137 c.c., comma 3 non per ragioni di merito, ma solo per ragioni di mera legittimità, restando esclusa una diversa forma di invalidazione ex art. 1418 c.c., non essendo consentito al singolo condomino rimettere in discussione i provvedimenti adottati dalla maggioranza se non nella forma dell'impugnazione della delibera, da considerarsi, perciò, annullabile.

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