PRO QUOTA.

Corte di Cassazione Civile S.U. n. 9148 del 08 aprile 2008

La Suprema Corte, a sezioni unite, ha affrontato l’annosa e dibattuta questione circa l’esistenza o meno della solidarietà passiva dei condomini per i debiti del condominio.

I giudici sanciscono il principio per effetto del quale nel condominio vige il principio della partecipazione pro quota (c.d. principio della parziarietà).

In particolare, la Corte ha osservato che la solidarietà passiva, in linea di principio, esige la sussistenza della pluralità dei debitori, della identica causa dell'obbligazione, della indivisibilità della prestazione comune.

Su tale ultimo aspetto ha rilevato che l'obbligazione ascritta a tutti i condomini, ancorchè comune, è divisibile, trattandosi di somma di danaro; inoltre, la solidarietà nel condominio non è contemplata da nessuna disposizione di legge.

Dette osservazioni finiscono per sancire l’assenza di un vincolo di solidarietà passiva dei condomini rispetto alle esposizioni del condominio.

Tra l’altro, si osserva che il condominio, definito genericamente “ente di gestione” difetta di struttura unitaria e consiste in una organizzazione incapace di incidere sulla titolarità individuale dei diritti, delle obbligazioni e della relativa responsabilità. Anche l'amministratore è titolare di un potere limitato alle attribuzioni ricevute dall’assemblea e, comunque, capace di incidere e vincolare sui singoli condomini nei limiti delle quote degli stessi.

Conclude la Cassazione osservano che “Per la verità, la solidarietà avvantaggerebbe il creditore il quale, contrattando con l'amministratore del condominio, conosce la situazione della parte debitrice e può cautelarsi in vari modi; ma appare preferibile il criterio della parziarietà, che non costringe i debitori ad anticipare somme a volte rilevantissime in seguito alla scelta (inattesa) operata unilateralmente dal creditore.

Allo stesso tempo, non si riscontrano ragioni di opportunità per posticipare la ripartizione del debito tra i condomini al tempo della rivalsa, piuttosto che attuarla al momento dell'adempimento”.

SOLIDARIETA’.

Corte di Appello di Roma n. 2729/2010.

Il Giudice capitolino ha osservato che se l’oggetto dell’obbligazione è una prestazione avente il carattere della indivisibilità ed i debitori sono più di uno, la prestazione non può essere eseguita pro quota. Quindi, il creditore può legittimamente chiedere l’adempimento dell’intera obbligazione ad uno soltanto dei debitori.

I Giudici, propongono una interpretazione esattamente opposta rispetto a quella formulata dalle sezioni unite nel 2008, ed affermano che “l'art. 1292 c.c. non indica affatto la "indivisibilità" della prestazione come un requisito della obbligazione solidale, né tanto meno identifica l'obbligazione solidale con la obbligazione indivisibile. L'art. 1292 c.c. identifica l'obbligazione solidale passiva (che è quella che qui interessa) nella esistenza di una pluralità di soggetti debitori tutti tenuti alla medesima prestazione, cioè ad una prestazione comune a tutti i debitori. Riepilogando,l'obbligazione solidale non si identifica con l'obbligazione indivisibile e la "indivisibilità" della prestazione non è un requisito della prestazione solidale (art. 1292 c.c.), ma della obbligazione indivisibile (art. 1316 c.c.).

Quando l'obbligazione è divisibile, come ad esempio il pagamento di una somma di denaro, e vi è una pluralità di debitori si possono allora determinare due diverse situazioni relazionate all'adempimento della prestazione:

1) il creditore potrebbe pretendere dai diversi debitori solo la parte di prestazione che ad essi compete (ed è il caso della c.d. obbligazione parziaria prevista dall'art. 1314 c.c.);

2) il creditore potrebbe pretendere da ciascun debitore l'intera prestazione (ed è il caso della obbligazione solidale di cui all'art. 1292 c.c.).

Caratteristica della obbligazione solidale rispetto alla obbligazione parziaria è il fatto che il debitore può essere "costretto", come efficacemente dice l'art. 1292 c.c. ("ciascuno (debitore) può essere costretto all'adempimento per la totalità"), a pagare l'intero debito.

La regola per stabilire se, nel caso di più debitori, c'è una obbligazione solidale o parziaria è stabilita in modo chiaro e inequivoco dall'art. 1294 c.c.: i condebitori sono tenuti in solido se dalla legge o dal titolo non risulta diversamente.

La solidarietà appare, dunque, essere la regola.”

 


 
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